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Elezioni tedesche 2021: quale outlook per la politica economica?

Il 26 settembre i Tedeschi si receranno alle urne per eleggere il primo governo dell’era post Merkel. A pochi giorni dalle elezioni, I sondaggi rimangono volatili e rendono plausibili diverse coalizioni. In questo pezzo esaminiamo le diverse combinazioni possibili e discutiamo le potenziali implicazioni di policy, a livello domestico così come a livello europeo.

Virata a sinistra?

Negli ultimi sondaggi i socialdemocratici della SPD hanno superato i democristiani della CDU/CSU di 5 punti circa, rendendo probabile che la Germania si ritrovi con un governo guidato da un partito di sinistra dopo 16 anni di leadership della CDU/CSU. Gli ultimi dati danno la SPD intorno al 25% dei voti, con i democristiani sorprendentemente sotto il 20% per la prima volta dal dopoguerra. In seguito alla debacle di inizio estate, i Verdi si sono stabilizzati sul 15-17% delle intenzioni di voto, mentre i liberali del FDP seguono intorno al 13%. L’improvvisa ascesa dell’SPD rappresenta un cambiamento notevole rispetto a qualche settimana fa – quando la scelta del cancelliere appariva una sfida tra verdi e democristiani  – e apre la porta ad un nuovo di range di possibili coalizioni. Un modello di simulazione Monte Carlo basato sui sondaggi ci permette di comprendere meglio quanto siano realistici i diversi scenari elettorali.

Il nostro modello Monte Carlo assegna una probabilità alta ad un governo guidato dalla SPD

Diecimila simulazioni ci permettono di calcolare la distribuzione di voti potenziale (assumendo che la quota di voti di ogni partito segua una distribuzione normale). La media è data dagli ultimi 5 sondaggi, mentre la varianza usata è quella dei sondaggi condotti nel 2021. La probabilità di ciascun outcome è poi basata sul numero di simulazioni in cui tale outcome si verifica sul totale delle diecimila simulazioni. Basandoci sugli ultimi dati disponibili, il modello suggerisce un ventaglio di possibili coalizioni. Le coalizioni di tre partiti consistono di:

  • CDU/CSU-Verdi-SPD (“Kenya”)
  • CDU/CSU-SPD-FDP (“Germania”)
  • Verdi-FDP-SPD (“Semaforo”)
  • CDU/CSU-Verdi-FDP (“Jamaica”)
  • Verdi-SPD-Linke (“Coalizione di Sinistra”)

L’unica alternativa composta da due partiti sarebbe il riproporsi dell’alleanza tra democristiani e socialdemocratici. Per qualsiasi altro governo composto da due soli partiti ad ora sembra matematicamente impossibile ottenere una maggioranza.

Inoltre, il modello suggerisce una probabilità dell’84% per l’SPD di risultare come primo partito alle elezioni, rispetto al 16% della CDU/CSU. Ciò rende relativamente più probabili le coalizioni “Semaforo”, “Jamaica” e “di Sinistra”, dal momento che i democristiani non gradirebbero l’idea di essere i partner di minoranza in un governo guidato dai socialdemocratici. In questo contesto, per quanto matematicamente plausibili, le coalizioni “Kenya” e “Germania” diventano meno credibili.

Implicazioni di Policy

Tanto il nostro modello quanto i mercati delle scommesse sono in linea con l’indicare come probabili le coalizioni “Semaforo” (37% di probabilità), “di Sinistra” (17%) e “Jamaica” (15%). Quali sono le implicazioni per la politica economica della più grande economia d’Europa?

Una coalizione di sinistra costituirebbe la maggiore rottura col conservatorismo fiscale rappresentato dalla politica di deficit del “Schwarze Null” e dal limite costituzionale sul debito (Schuldenbremse). Tutti i membri della Coalizione di Sinistra sarebbero in favore di una politica fiscale più espansiva, con un focus particolare sugli investimenti. Nei loro programmi elettorali, tanto i Verdi quanto la SPD propongono 50 miliardi di euro all’anno in investimenti pubblici fino al 2030, e supportano un incremento della spesa in Ricerca e Sviluppo. Per l’altro piatto della bilancia fiscale, SPD, Verdi e Linke condividono l’intenzione di riformare la tassazione in senso significativamente più progressivo – inclusa l’introduzione di una patrimoniale, supportata da tutti e tre sebbene con differenze nella struttura e nei tassi.

Principali punti di politica interna dei maggiori partiti tedeschi

 CDU/CSUSPDGreensFDP
Debito PubblicoMantenimento limite deficitRapido ritorno al 60% di debtio/PILNessuna menzione del limite sul deficitNo austerità post-Covid, utilizzo degli spazi di indebitamento permessi dalla CostituzioneMantenimento del limite sul deficit, modificandolo per permettere maggiori investimenti.Mantenimento limite deficitRapido ritorno al 60% di debtio/PIL
InvestimentiSpese in R&S al 3.5% del PIL entro il 2025Rinforzare investimenti privatiSpese in R&S al 3.5% del PIL entro il 2025Stato ‘investitore strategico’ con 50 miliardi all’anno di investimenti federaliSostegoi a municipalità fortemente indebitateInvestimenti pubblici addizionali per 50 miliardi annuiInvestimenti pubblici al 25% del PIL entro il2025
TassazioneNessun incremento aliquoteNo patrimonialeNessun aumento tasse di successioneAbolizione tassa di solidarietàIncremento agevolazioni fiscali per famiglie e bambini25% tax rate sui profitti aziendaliAbbassamento tasse sul reddito per “maggioranza”, incremento per il top 5%Aumentare tassa di solidarietà per i più ricchiPatrimoniale dell’1% per i più ricchiRiforma della tassa di sucessioneAumentare detrazioni fiscali per i redditi più bassiAumentare tassazione marginale al 45% sopra 100mila € e al 48% sopra 200mila €Patrimoniale dell’1% sopra i 2 milioniIntroduzione tassazione basata su cittadinanza25% tax rate sui profitti aziendaliRiduzione tassazione per dipendenti sotto il 40%Spostare scaglione di tassazione più alto sopra i 90mila euro di redditoAbolizione tassa di solidarietà
Lavoro / WelfareIncremento età pensionabile a 67 anni entro il 2030Rafforzamento contrattazione collettivaSalario minimo a 12€, uguale per dipendeti a termine e indeterminatiEspandere tutele sociali a “mini jobs”Assicurare trattamento pensionistico al 48% dello stipendioBenefit non assicurativi finanziati tramite il budget
Clima Carbon neutral entro il 2045Taglio emissioni GHG del 65% entro il 2030 (rispetto al 1990)Superamento del carbone entro il 2038Estensione ETS per includere mobilità e riscaldamentoEliminazione sovrapprezzo energia elettricaAumento deduzioni per investimenti in energia efficiente.Carbon neutral entro 2045Taglio emissioni GHG del 65% entro il 2030 (rispetto al 1990)Eliminazione sovrapprezzo energia elettricaCosto CO2 degli edifice a carico dei proprietari degli edificiTaglio sussidi dannosi per l’ambienteCarbon neutral entro il 2040Taglio emissioni GHG del 70% entro il 2030 (rispetto al 1990)100% energia rinnovabile entro il 2035Superamento del carbone entro il 2030Prezzo CO2 a 60€/ton dal 2023 per industria ed energia elettricaEliminazione sovrapprezzo energia elettrica e fondo climate bonus“CO2 brake” in costituzioneStop vendita auto a combustione interna dal 2030Carbon neutrality entro il 2050Eliminazione sovrapprezzo energia elettrica
Source: Algebris based on electoral programs published by CDU/CSU, SPD, Greens, FDP

Una coalizione di sinistra al governo avrebbe anche un impatto positive sul processo di integrazione europea e di spesa fiscale comune. Tutti e tre i partiti sostengono una riforma alle regole del Patto di Stabilità e Crescita per consentire maggiori investimenti pubblici in futuro, e vedono nel Next Generation EU un primo step verso una maggiore integrazione fiscale. Sono a favore dell’introduzione della Digital Tax europea, ma anche di una tassa sulle transazioni finanziarie, e supportano tanto una corporate tax minima a livello europeo quanto a livello mondiale. La SPD sostiene anche l’introduzione di un meccanismo europeo di sussidio di disoccupazione, mentre i Verdi supportano il progetto di assicurazione comune sui depositi (EDIS) al fine di completare l’unione bancaria.

Principali punti di politica europea dei maggiori partiti tedeschi

 CDU/CSUSPDGreensFDP
Regole Fiscali UERitornare al patto di stabilitàMinore discrezionalità, regole più stringenti EDPPatto di stabilità e crescita da trasformare in un ‘Sustainability Pact’ per promuovere gli investimentiPatto di stabilità e crescita da trasformare in un ‘Sustainability Pact’ per promuovere gli investimentiRiformare il patto di stabilità per rendere più severe le conseguenze di infrazioni
NGEUTemporaneoDovrebbe diventare strumento di integrazioneRenderlo permanenteTemporaneo
Unione MonetariaNo mutualizzazione del debitoCompletamento unione bancaria e CMUNo condivisione passività in EDISFramework per fallimento di un membro dell’EurozonaEU unione economica, fiscale, socialeCompletamento unione bancaria e CMUA favore di nuove risorse proprie dell’EuropaAssicurazione di disoccupazione europea permanenteRafforzamento del budget europeo con risorse proprieTrasformazione ESM in Fondo Monetario Europeo per fornire linee di credito illimitateCompletamento unione bancaria e EDISNo EDISFramework per fallimento di un membro dell’Eurozona Trasformazione ESM in Fondo Monetario EuropeoNo mutualizzazione del debito  
EU Digital TaxationA favoreA favoreA favoreIllegalità delle risorse proprie
EU CCTBA favoreIn favore di tassa minima globaleA favore 
EU FTTA favoreA favoreA favoreIllegalità delle risorse proprie
Source: Algebris based on electoral programs published by CDU/CSU, SPD, Greens, FDP

Le posizioni di politica estera della Linke (abolizione della NATO) così come i valori bassi registrati nei sondaggi potrebbero rendere la coalizione di Sinistra impossibile alla fine dei conti. Una coalizione “Semaforo” sembrerebbe un’opzione più fattibile considerati i sondaggi, ma le implicazioni tanto per la politica domestica quanto per quella europea sarebbero più ambigue.

Sul fronte domestico, la posizione della coalizione “Semaforo” sul tema fiscale sarebbe leggermente meno conservatrice rispetto a quella del periodo pre-COVID, ma non espansiva quanto sarebbe stata con la coalizione di Sinistra. Per quanto supporti gli investimenti pubblici, la FDP rimane fortemente contraria a qualsiasi indebolimento dei limiti sul deficit (per quanto siano aperti all’esclusione dal computo di alcuni tipi di investimento) e preme per un ritorno del rapporto debito-PIL sotto il 60%.

La presenza dei liberali dell’FDP nella coalizione limiterebbe considerevolmente lo spazio di manovra del cancelliere Scholz a livello europeo, considerato che il partito mantiene una posizione conservatrice su tutti i maggiori temi che saranno discussi nei prossimi anni. Come la CDU/CSU, la FDP si oppone alla proposta di rendere permanente il framework del Next Gen EU per i paesi dell’area Euro. Come i democristiani, la FDP sostiene il ritorno al Patto di Stabilità e Crescita pre crisi Covid, con aumenti delle penalità per gli infrangimenti. A differenza della CDU, i liberali si oppongono a qualsiasi tipo di tassa a livello europeo, arrivando a sostenere che qualsiasi risorsa propria dell’Unione sia illegale.

Sia a livello domestico che europeo, le posizioni dell’FDP sono vicine a quelle della CDU sul piano fiscale, rendendo i partiti alleati naturali in una coalizione che sarebbe marcatamente più conservatrice. Ma i democristiani volano così basso nei sondaggi che un terzo partner sarebbe necessario, fatto che porterebbe ad una coalizione “Jamaica” che includa anche i Verdi. Tuttavia sembra difficile che i Verdi possano accettare questo compromesso, considerato che le loro posizioni su ognuno dei temi principali della campagna elettorale sono incompatibili con quelle di CDU e FDP.

Complessivamente, rimane eccezionalmente complicato predire l’outcome di queste elezioni tedesche, ma rimaniamo convinti che lo scenario più probabile vedrà la SPD emergere come primo partito. Tuttavia, ciò non determinerebbe da sè un cambiamento significativo nelle posizioni di conservatorismo fiscale tedesco in casa e sul palcoscenico europeo. Una coalizione di Sinistra sarebbe certamente la più favorevole in termini di politica fiscale, ma le posizioni di politica estera della Linke unite al calo nei sondaggi di Verdi e comunisti la renderanno impossibile, lasciando la coalizione “Semaforo” come la più probabile. In questo caso, sarà necessario trovare un compromesso tra la piattaforma progressiva di SPD e Verdi e quella conservatrice dell’FDP. La politica economica tedesca ed europea dipende dunque dal vantaggio dell’SPD e dal successo o meno del cancelliere Scholz nel rendere i liberali un vero partner della coalizione.

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