{"id":11536,"date":"2022-01-26T10:33:48","date_gmt":"2022-01-26T10:33:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.algebris.com\/?p=11536"},"modified":"2022-03-11T15:41:12","modified_gmt":"2022-03-11T15:41:12","slug":"the-green-leaf-ritorno-al-futuro-gli-anni-venti-sono-i-nuovi-settanta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.algebris.com\/it\/esg-policy-research-it\/the-green-leaf-ritorno-al-futuro-gli-anni-venti-sono-i-nuovi-settanta\/","title":{"rendered":"The Green Leaf | Ritorno al futuro: gli anni venti sono i nuovi settanta?"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-file\"><a href=\"https:\/\/www.algebris.com\/wp-content\/uploads\/The-Green-Leaf-ISSUE1-Ritorno-al-futuro.pdf\" class=\"wp-block-file__button\" download=\"\">Download<\/a><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Alla <a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/pressconf\/2021\/html\/ecb.is211216~9abaace28e.en.html#qa\">conferenza stampa di dicembre della BCE<\/a>, Christine Lagarde ha condiviso una nota aggiuntiva riguardo le previsioni di inflazione della BCE &#8211; due terzi delle quali sono state attribuite all&#8217;aumento vertiginoso dei prezzi dell&#8217;energia. Pi\u00f9 recentemente, il membro del comitato esecutivo della BCE Isabel Schnabel in un <a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2022\/html\/ecb.sp220108~0425a24eb7.en.html\">discorso<\/a> ha sostenuto che, mentre in passato i prezzi dell&#8217;energia erano spesso decresciuti alla stessa rapidit\u00e0 del loro aumento, oggi la necessit\u00e0 di intensificare la lotta contro il cambiamento climatico potrebbe implicare un aumento persistente dei prezzi dei combustibili fossili, spingendo la BCE a valutare se un tale aumento dei prezzi energetici traslato in crescente inflazione sia tollerabile e coerente con i mandati di stabilit\u00e0 dei prezzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella nostra prima prima <a href=\"https:\/\/www.algebris.com\/it\/esg-policy-research-it\/the-green-leaf-alba-inflazione-climatica\/\">Green Leaf<\/a> sulle implicazioni inflazionistiche della transizione energetica, pubblicata qualche mese fa, sostenevamo che i primi picchi dei prezzi dell&#8217;energia, gi\u00e0 visibili, fossero solo gli albori di quella che chiamavamo &#8220;inflazione climatica&#8221;: una crescita strutturale pi\u00f9 alta dei prezzi dovuta all&#8217;internalizzazione delle esternalit\u00e0 del cambiamento climatico, sotto forma di costi pi\u00f9 alti dovuti alla transizione energetica. La maggior parte di ci\u00f2 che abbiamo anticipato in quella nota \u00e8 divenuta realt\u00e0 gi\u00e0 all&#8217;inizio del 2022, inoltre le tensioni geopolitiche tra Russia ed Europa occidentale stanno aggiungendo tensione ai gi\u00e0 potenti <em>driver<\/em> strutturali dell&#8217;inflazione climatica. Come risultato di questa situazione drasticamente alterata e di un rinnovamento della pandemia dovuto alla diffusione della variante Omicron, molti hanno iniziato a domandarsi se i \u201cruggenti anni 20\u201d ricorderanno all\u2019Europa gli stagnanti anni 70. Quanto \u00e8 fondata questa preoccupazione? Mentre il mondo e la natura dell\u2019attivit\u00e0 economica sono molto cambiati in 50 anni, riteniamo che l\u2019Europa avvertir\u00e0 il vento trasversale di tre forze strutturali (geopolitica, transizione verde e politica interna) che rendono questo scenario tutt\u2019altro che improponibile.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"625\" src=\"https:\/\/www.algebris.com\/wp-content\/uploads\/ita1-1024x625.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11644\" srcset=\"https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita1-1024x625.jpg 1024w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita1-500x305.jpg 500w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita1-768x469.jpg 768w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita1.jpg 1132w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><em>Fonte: HEPI energy price index<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>La rivincita della geopolitica<\/strong><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In Europa la limitata produzione di energia da combustibili fossili \u00e8 diminuita negli ultimi 20 anni (del 70% per il carbone, meno 55% per il petrolio e meno 20% per il gas<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>), e la dipendenza riguardo le importazioni \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 cruciale. Circa il 60%<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> del fabbisogno energetico totale dell&#8217;UE \u00e8 soddisfatto con importazioni da produttori stranieri. La Germania &#8211; il cui tasso di dipendenza dalle importazioni \u00e8 aumentato dal 46% nel 1990 al 63% nel 2020 &#8211; \u00e8 un esempio lampante di questo caso. In seguito alla decisione presa nel 2011 dal governo tedesco di chiudere progressivamente i reattori nucleari, la Germania ha abbandonato gradualmente questa fonte di energia: altri tre reattori hanno cessato l&#8217;attivit\u00e0 nel dicembre 2021, e gli ultimi tre dovrebbero spegnersi entro la fine del 2022. La decisione ha costretto il Paese a sostituire nel breve termine il nucleare con altre fonti di combustibili fossili, mentre ha accelerato il piano per aggiungere capacit\u00e0 alle rinnovabili interne come l&#8217;eolico <em>on\/offshore<\/em>. A livello pi\u00f9 ampio dell&#8217;UE, la dipendenza dalle importazioni \u00e8 aumentata dal 50% nel 1990 al 57% nel 2020.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"579\" src=\"https:\/\/www.algebris.com\/wp-content\/uploads\/ita2-1024x579.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11645\" srcset=\"https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita2-1024x579.jpg 1024w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita2-500x283.jpg 500w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita2-768x434.jpg 768w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita2.jpg 1135w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Fonte: Eurostat[3]<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Una cos\u00ec elevata dipendenza esterna dalle importazioni di energia costringe l&#8217;Europa a giocare una complicata partita a scacchi in cui le considerazioni economiche e geopolitiche devono essere attentamente bilanciate. In particolare, il fatto che la Russia sia in cima alla lista degli esportatori dell&#8217;UE per il gas, il petrolio e i combustibili fossili solidi crea importanti rischi geopolitici per la sicurezza dei bisogni energetici dell&#8217;UE &#8211; che si sono materializzati nel 2021 in un momento sfavorevole. La forte domanda nella prima met\u00e0 del 2021, quando l&#8217;attivit\u00e0 economica si \u00e8 ripresa dalla pandemia, non ha permesso che le riserve di gas negli impianti di stoccaggio si potessero accumulare prima del periodo invernale. Inoltre, una stagione prolungata di poca intensit\u00e0 eolica ha comportato una sottoproduzione di FER (Fonti di Energia Rinnovabile) per quei Paesi che hanno gi\u00e0 installato e collegato alle loro reti grandi capacit\u00e0 eoliche <em>off e onshore<\/em> &#8211; in particolare Germania e Regno Unito. La decurtazione del flusso di gas dalla Russia ha aggiunto un\u2019ulteriore significativa preoccupazione a queste prospettive gi\u00e0 sfavorevoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine di luglio 2021, gli impianti di Gazprom &#8211; il distributore di gas russo controllato dallo Stato \u2013 immagazzinavano tra il 43% e il 60% di carburante in meno rispetto allo stesso periodo di un anno fa, mentre altre unit\u00e0 di stoccaggio non hanno mostrato grandi debolezze. Un <a href=\"https:\/\/www.bruegel.org\/publications\/datasets\/european-natural-gas-imports\/\">database<\/a> contenente i flussi settimanali di gas, gestito dal centro di ricerca Bruegel, mostra che nell&#8217;ultimo trimestre del 2021 i flussi di gas russo attraverso la rotta polacca Yamal sono scesi di ben sei volte sotto il minimo mai registrato negli ultimi 5 anni. I flussi che passano attraverso l\u2019Ucraina, dopo essersi avvicinati al minimo quinquennale per tutto il 2021, hanno stabilito un nuovo record minimo all&#8217;inizio del 2022 e difficilmente si riprenderanno, in vista della recente <em>escalation<\/em> di disordini militari nell\u2019area.&nbsp;Oltre alla duratura &#8211; e recentemente ravvivata &#8211; disputa sull&#8217;integrit\u00e0 territoriale dell&#8217;Ucraina, la Russia e l&#8217;Europa sono anche in disaccordo sul controverso gasdotto Nord Stream 2. Il progetto, fortemente osteggiato dagli Stati Uniti e non ancora approvato, alimenterebbe direttamente la rete del gas della Germania, aumentando ulteriormente la dipendenza russa del Paese e dell&#8217;UE.<\/p>\n\n\n\n<p>Come risultato di tutti questi fattori, addentrandoci nel 2022, il posizionamento di gas naturale in Europa era particolarmente incerto. A dicembre 2021, i livelli di stoccaggio erano al di sotto del volume minimo registrato per lo stesso periodo dell&#8217;anno in uno qualsiasi dei cinque anni precedenti. A met\u00e0 dicembre 2021, l&#8217;Europa deteneva 690 TWh di gas in stoccaggio. Una semplice analisi di scenario mostra che, nell\u2019eventualit\u00e0 di un inverno pi\u00f9 freddo del solito, delle basse importazioni in assenza di un rilancio dei flussi di gas russo porterebbero l&#8217;Europa a esaurire il suo stoccaggio di gas, se non addirittura a superarlo (Figura 2, sotto).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"834\" height=\"736\" src=\"https:\/\/www.algebris.com\/wp-content\/uploads\/gl1-eng-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11519\" srcset=\"https:\/\/media.algebris.com\/content\/gl1-eng-2.jpg 834w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/gl1-eng-2-500x441.jpg 500w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/gl1-eng-2-768x678.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 834px) 100vw, 834px\" \/><figcaption>Fonte: Bruegel <a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a> <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Prezzi indomabili<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come suggerisce la teoria economica di base, in un ambiente caratterizzato da una domanda crescente ma un\u2019offerta limitata, l\u2019unica conseguenza per i prezzi \u00e8 rappresentata da un loro aumento. Dopo essere bruscamente decresciuti nel 2019 e nel 2020, i prezzi dell&#8217;elettricit\u00e0 all&#8217;ingrosso<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> hanno invertito la rotta nel 2021. Il <em>benchmark<\/em> europeo per i prezzi all&#8217;ingrosso \u00e8 arrivato a 160 EUR\/MWh a dicembre. A sua volta, questo fattore ha iniziato ad alimentare i prezzi al dettaglio, dato che le famiglie europee hanno visto i prezzi del gas al dettaglio quasi raddoppiati, accompagnati da aumento del 50% dei prezzi dell&#8217;elettricit\u00e0 al dettaglio finora nel 2021<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>La \u201cpovert\u00e0 energetica\u201d &#8211; definita come l&#8217;incapacit\u00e0 di mantenere la propria casa adeguatamente calda &#8211; \u00e8 stata stimata colpire fino a 31 milioni di persone (il 6% della popolazione) nell&#8217;UE a partire dal 2019, dato che comprende una quota significativa di famiglie a basso reddito, ma non tralascia quelle a medio reddito. Al fine di proteggere i pi\u00f9 vulnerabili dall&#8217;attuale impennata dei prezzi dell&#8217;energia, i governi hanno iniziato a introdurre misure mirate per prevenire o contenere le perdite di potere d&#8217;acquisto, soprattutto per le famiglie a basso reddito<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>. Mentre i consumatori soffrono, tuttavia, sono penalizzati anche i rivenditori di energia &#8211; i cui margini lordi indicativi (la differenza tra il prezzo <em>spot<\/em> all&#8217;ingrosso e le componenti energetiche al dettaglio) <a href=\"https:\/\/www.vaasaett.com\/european-retail-energy-prices-reach-record-levels\/\">si sono trovati<\/a> in suolo sfavorevole nel 2021. Il governo francese \u00e8 recentemente finito in prima pagina una volta confermati i piani per costringere EDF (\u00e9lectricit\u00e9 de France) a vendere pi\u00f9 energia applicando un ampio sconto, al fine di proteggere le famiglie dall&#8217;aumento dei prezzi dell&#8217;elettricit\u00e0 all&#8217;ingrosso &#8211; una mossa che potrebbe costare all&#8217;utility controllata dallo Stato ben 7,7 miliardi di euro. E, mentre la politica gioca un ruolo importante nella decisione francese (Emmanuel Macron, prima delle elezioni presidenziali, preferirebbe logicamente evitare qualsiasi agitazione, come ad esempio il movimento dei gilet gialli), misure simili potrebbero essere considerate da altri governi europei, qualora la pressione sui prezzi dell&#8217;energia dovesse persistere.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impatto sulle imprese \u00e8 pi\u00f9 complesso da distinguere, poich\u00e9 dipende da molteplici fattori. Il costo degli input dei prodotti energetici per i produttori \u00e8, di solito, una piccola frazione del loro valore di output (meno del 5%, per la maggior parte dei settori). Non sorprende che questo fattore sia pi\u00f9 alto per le aziende coinvolte nei settori dei metalli pesanti e nell\u2019industria chimica. La misura in cui i prezzi pi\u00f9 alti dell\u2019energia andranno ad influenzare negativamente la redditivit\u00e0 delle aziende dipende anche dal contratto con i loro fornitori: per i contratti a tariffa fissa potrebbe volerci un po&#8217; di tempo prima di trovare una notevole differenza. Tuttavia, considerato che l\u2019Europa sta suggerendo che nessun contratto a lungo termine per la fornitura di gas fossile non abbattuto si concluda con una durata che sorpassi la fine dell\u2019anno 2049, i prezzi <em>spot <\/em>diverranno sempre pi\u00f9 rilevanti. A lungo termine, se i prezzi hub continueranno a rimanere elevati, le compagnie probabilmente decideranno o di trasferire l\u2019aumento del costo energetico dei loro prodotti ai consumatori finali o di limitarne la produzione, soluzioni che metterebbero pressione all\u2019inflazione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"996\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.algebris.com\/wp-content\/uploads\/gl1-ita-3b.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11623\" srcset=\"https:\/\/media.algebris.com\/content\/gl1-ita-3b.jpg 996w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/gl1-ita-3b-500x330.jpg 500w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/gl1-ita-3b-768x507.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 996px) 100vw, 996px\" \/><figcaption>Fonte: HEPI Energy Price Index<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ad ottobre 2021, nella propria <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/EN\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:52021DC0660&amp;from=EN\">comunicazione sui prezzi dell&#8217;energia<\/a>, la Commissione Europea ha mantenuto la propria visione che pone come cruciale la transizione energetica pulita come migliore assicurazione contro gli shock dei prezzi in futuro, tuttavia, gli interessi politici nazionali potrebbero non essere allineati. Storicamente, gli sforzi energetici europei si erano concentrati sul promuovere una corretta transizione verde, e ci\u00f2 aveva innescato una rapida accelerazione nell&#8217;aggiunta di capacit\u00e0 alle rinnovabili, riducendo progressivamente la capacit\u00e0 di produzione dei combustibili fossili. Ma, come dimostrano i casi del Regno Unito e della Germania, affidarsi completamente alle fonti rinnovabili durante la transizione verso un pi\u00f9 verde mix energetico potrebbe comportare spostamenti significativi riguardo l&#8217;approvvigionamento energetico, amplificando quindi lo stress apportato da fattori negativi coincidenti. Allo stesso tempo, l&#8217;aumento di scala dei sistemi di stoccaggio dell&#8217;energia sar\u00e0 decisivo per affrontare la variabilit\u00e0 oraria del vento e del solare fotovoltaico e raggiungere gli obiettivi di emissioni <em>Net Zero<\/em> &#8211; ma ci vorr\u00e0 necessariamente del tempo. La pressione dei prezzi dell&#8217;energia alle stelle ha quindi condotto ad un&#8217;intensificazione del battibecco politico che circonda la tassonomia dell&#8217;UE &#8211; in particolare per quanto riguarda l&#8217;inclusione del gas e dell&#8217;energia nucleare come attivit\u00e0 allineate o facilitanti gli ambiziosi obiettivi dell&#8217;UE di transizione verde.<\/p>\n\n\n\n<p>Su questo fronte vale la pena notare che, pur essendo ancora troppo dipendente dal gas russo, l&#8217;Europa ha cercato di diversificare il proprio approvvigionamento, incorporando nuove importazioni di gas naturale liquefatto (LNG) dagli Stati Uniti. Le importazioni europee dagli Stati Uniti erano quasi nulle nel 2015, ma da allora sono incrementate, con volumi che nel 2019 sono aumentati di sei volte rispetto all&#8217;anno precedente<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a> &#8211; chiudendo quasi il divario con il GNL russo importato. La maggior parte dell&#8217;esportazione statunitense \u00e8 diretta di solito verso l&#8217;Asia, anche se, per il gas, i prezzi europei pi\u00f9 alti rispetto al <em>benchmark<\/em> asiatico potrebbero invogliare pi\u00f9 navi statunitensi a dirigersi verso i bacini europei (come gi\u00e0 visto nel dicembre 2021). In fin dei conti, un\u2019ulteriore espansione del commercio UE-USA sarebbe apprezzata, soprattutto se riuscisse ad erodere la quota di importazione di GNL russo, diversificando cos\u00ec i fornitori europei. Tuttavia, queste manovre non sono altro che diverse toppe temporanee a fronte di un problema che invece richiedeva una solida soluzione a lungo termine. In questo ambiente complesso e in rapida evoluzione, rimaniamo quindi <a href=\"https:\/\/www.algebris.com\/it\/esg-policy-research-it\/the-green-leaf-alba-inflazione-climatica\/\">convinti<\/a> che la volatilit\u00e0 dei prezzi dell&#8217;energia europea persister\u00e0 nei prossimi anni &#8211; un cambiamento strutturale nelle dinamiche dell&#8217;inflazione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"931\" height=\"538\" src=\"https:\/\/www.algebris.com\/wp-content\/uploads\/ita4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11646\" srcset=\"https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita4.jpg 931w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita4-500x289.jpg 500w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita4-768x444.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 931px) 100vw, 931px\" \/><figcaption>Fonte: Bloomberg<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Il ritorno della stagflazione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con il prezzo dell\u2019energia alle stelle, \u00e8 lecito chiedersi se gli anni venti porteranno con s\u00e9 il ritorno in Europa dello spettro della stagflazione, cio\u00e8 quella rara combinazione di elevata inflazione e crescita debole vista l\u2019ultima volta durante le crisi petrolifere degli anni settanta. Quanto \u00e8 giustificato questo timore?<\/p>\n\n\n\n<p>La componente inflattiva della stagflazione \u00e8 certamente presente tra noi. Rispetto a cinquant\u2019anni fa il mix energetico \u00e8 cambiato \u2013 con il petrolio passato dal coprire la maggioranza assoluta del fabbisogno energetico europeo a solo un terzo di questa \u2013 e oggi altre fonti giocano un ruolo chiave nel fornire le nostre economie, come \u00e8 il caso di gas e nucleare. A differenza del 1970, tuttavia, lo shock negativo da vincoli all&#8217;offerta \u00e8 solo parte della storia. Fattori strutturali che non esistevano negli anni settanta \u2013 i costi della transizione verde in particolare \u2013 indicano che i prezzi dell\u2019energia rimarranno elevati pi\u00f9 a lungo che durante gli shock petroliferi. La pressione inflazionistica post-pandemica \u00e8 anche accompagnata da prezzi degli alimentari in crescita, cos\u00ec come da quelli di altri beni \u2013 quali i noli per il <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/markets\/commodities\/shipping-costs-another-danger-inflation-watchers-navigate-2021-12-10\/\">trasporto marittimo<\/a> \u2013 che amplificano gli impatti gi\u00e0 di per s\u00e9 inflattivi della <em>disruption<\/em> delle catene del valore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"389\" src=\"https:\/\/www.algebris.com\/wp-content\/uploads\/ita5-1024x389.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11647\" srcset=\"https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita5-1024x389.jpg 1024w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita5-500x190.jpg 500w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita5-768x292.jpg 768w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita5.jpg 1120w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><em>Fonte: Our World in Data<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Tuttavia, gli aumenti del prezzo del petrolio del 2002 e del 2008 potrebbero fornire una confutazione al rischio di stagflazione: in quegli anni i prezzi del petrolio triplicarono in termini reali senza causare alcun particolare impatto economico o picchi nel tasso di inflazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli economisti fornirono tre spiegazioni principali per questo fenomeno. Primo, negli anni duemila i lavoratori nei Paesi avanzati videro il loro potere contrattuale significativamente limitato \u2013 in parte a causa della globalizzazione e della competizione straniera. Ci\u00f2 ha permesso alle imprese di passare i costi crescenti dell\u2019energia su salari reali pi\u00f9 bassi, temperandone l\u2019impatto. Questo per\u00f2 \u00e8 difficilmente il caso oggi, con i sindacati e il <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/0b68ece7-76be-4b61-ba94-f1a02b99553f\">potere contrattuale<\/a> dei lavoratori che stanno tornando sulla scena, mentre la cosiddetta <em>Great Resignation<\/em> sta esercitando una pressione indipendente sui salari. In certi Paesi la crescita dei prezzi sta iniziando ad innescare effetti di secondo ordine: il governo tedesco, ad esempio, <a href=\"https:\/\/edition.cnn.com\/2021\/11\/25\/economy\/germany-minimum-wage\/index.html\">ha accettato<\/a> nel novembre 2021 di innalzare lo stipendio minimo del 25%, con una mossa che dovrebbe aumentare il reddito di quasi 2 milioni di persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo, negli anni sessanta e settanta le banche centrali non erano prone a rispondere agli aumenti del petrolio con misure restrittive, dando la priorit\u00e0 ad un minor tasso di disoccupazione rispetto alla stabilit\u00e0 dei prezzi. Alla fine, furono necessari i famosi rialzi dei tassi di Volker anni dopo per mettere la parola fine al ciclo di inflazione. D\u2019altra parte, nei primi anni duemila la visione dominante nei circoli di politica monetaria era pi\u00f9 focalizzata sul mantenimento della stabilit\u00e0 dei prezzi e sulle aspettative. Oggi, <a href=\"https:\/\/www.algebris.com\/it\/algebrisbullet-it\/the-silver-bullet-polvere-di-fata\/\">le banche centrali hanno mostrato una certa negazione della realt\u00e0 riguardo l\u2019inflazione post-pandemica<\/a>, offrendo una risposta molto lenta. Negli anni pi\u00f9 recenti le banche centrali hanno dato pi\u00f9 peso alla chiusura degli output gap e al sostegno delle finanze pubbliche rispetto al rischio di inflazione. Anche se il posizionamento delle banche centrali difficilmente ricalcher\u00e0 quello di 50 anni fa \u2013 con la Fed in procinto di rialzare rapidamente i tassi \u2013 la loro funzione sembra essere meno spostata verso il controllo dell\u2019inflazione rispetto ai primi anni 2000. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente vero in Europa, dove la BCE deve settare la sua politica monetaria per un\u2019unione diversificata e con carichi di debito asimmetrici. Come discusso da Schnabel nel suo recente discorso, il rischio dalla prospettiva della banca centrale \u00e8 che effetti di secondo ordine si innestino nelle aspettative di inflazione, in un ciclo auto-avverante che potrebbe uscire dal controllo della BCE.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"559\" src=\"https:\/\/www.algebris.com\/wp-content\/uploads\/ita6-1-1024x559.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11648\" srcset=\"https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita6-1-1024x559.jpg 1024w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita6-1-500x273.jpg 500w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita6-1-768x420.jpg 768w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita6-1.jpg 1038w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><em>Fonte: IEA<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Terzo, rispetto agli anni settanta, l\u2019intensit\u00e0 energetica del PIL (l\u2019ammontare di energia necessario per produrre un\u2019unit\u00e0 di output) \u00e8 calato quasi linearmente nei decenni seguenti. Ci\u00f2 implica che l\u2019economia dovrebbe essere meno sensibile agli shock energetici rispetto alla situazione v<\/p>\n\n\n\n<p>Terzo, rispetto agli anni settanta, l\u2019intensit\u00e0 energetica del PIL (l\u2019ammontare di energia necessario per produrre un\u2019unit\u00e0 di output) \u00e8 calato quasi linearmente nei decenni seguenti. Ci\u00f2 implica che l\u2019economia dovrebbe essere meno sensibile agli shock energetici rispetto alla situazione verificatasi in seguito agli shock petroliferi. Tuttavia, una nota di cautela \u00e8 dovuta: anche se l\u2019intensit\u00e0 energetica \u00e8 calata nel lungo periodo, l\u2019impatto dei prezzi dell\u2019energia sul PIL \u00e8 moderatamente aumentato di recente. Negli anni pre-cirisi finanziaria la sensitivit\u00e0 era molto bassa, mentre negli anni pre-Covid si \u00e8 osservata una tendenza di aumento<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"426\" src=\"https:\/\/www.algebris.com\/wp-content\/uploads\/ita7-1024x426.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11649\" srcset=\"https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita7-1024x426.jpg 1024w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita7-500x208.jpg 500w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita7-768x319.jpg 768w, https:\/\/media.algebris.com\/content\/ita7.jpg 1114w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><em>Fonte: Algebris Investments<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>E per quanto riguarda la componente di stagnazione? La crescita nel mondo \u00e8 stata robusta durante il corso dell\u2019anno e i tassi di disoccupazione, per quanto pi\u00f9 elevati rispetto ai livelli pre-pandemici, sono in calo. Ma la ripresa sembra aver perso forza nell\u2019ultimo trimestre. L\u2019indice IHS Markit Eurozone PMI \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.markiteconomics.com\/Public\/Home\/PressRelease\/a6e41b99746a48f4925864a9c0fed698\">calato<\/a> a 53.3 a dicembre, in calo rispetto al 55.4 di novembre, segnalando l\u2019espansione pi\u00f9 contenuta da marzo nell\u2019output manifatturiero e dei servizi. La diffusione della variante Omicron in dicembre e gennaio non avr\u00e0 fatto altro che amplificare questo effetto. I dati PMI mostrano anche come la crescita della produttivit\u00e0 nell\u2019Eurozona si sia quasi fermata nel dicembre 2021 \u2013 un altro parallelo con gli anni settanta, quando la stagflazione fu amplificata da un rapido calo dei guadagni di produttivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Complessivamente, lo stato attuale dell\u2019economia europea sembra in bilico tra i due scenari: non vicina alla stagflazione come nel 1970, ma neanche sufficientemente resiliente da escluderne il rischio. L\u2019inflazione europea rimarr\u00e0 vulnerabile ai prezzi dell\u2019energia, dal momento che la Transizione Verde \u00e8 un fenomeno intrinsecamente inflazionistico. Al contempo, le accresciute tensioni geopolitiche in Oriente aggiungono pressione all&#8217;inflazione o &#8211; se non vengono evitate &#8211; molto peggio. Inoltre, l&#8217;Europa nel 2022 entra in un ciclo politico molto delicato che si aprir\u00e0 con le elezioni presidenziali in Italia, continuer\u00e0 con le elezioni in Francia e sar\u00e0 dominato dalla spinosissima discussione sulla riforma delle regole fiscali dell&#8217;UE &#8211; che potrebbe indurre la BCE ad aspettare troppo a lungo per rispondere. Le banche centrali sanno come gestire gli shock nominali, ma quelli fisici richiedono il mantenimento di ampie riserve energetiche e produzione domestica \u2013 cosa che l\u2019Europa ancora non possiede. Mentre l\u2019incertezza della pandemia continua a porre rischi al ribasso per l\u2019attivit\u00e0 economica, l\u2019arrivo di quella che chiamiamo \u2018inflazione climatica\u2019 metter\u00e0 alla prova nei mesi che verranno l\u2019abilit\u00e0 della BCE di evitare una nuova stagflazione.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Notes<\/strong><br><strong><br><\/strong>[1] AIE, Agenzia internazionale dell\u2019energia<\/p>\n\n\n\n<p>[2] <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/databrowser\/view\/NRG_IND_ID__custom_1866726\/default\/table?lang=en\">https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/databrowser\/view\/NRG_IND_ID__custom_1866726\/default\/table?lang=en<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>[3] <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/databrowser\/view\/NRG_IND_ID__custom_1926026\/default\/table?lang=en\">https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/databrowser\/view\/NRG_IND_ID__custom_1926026\/default\/table?lang=en<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>[4] <a href=\"https:\/\/www.bruegel.org\/2021\/12\/how-serious-is-europes-natural-gas-storage-shortfall\/\">https:\/\/www.bruegel.org\/2021\/12\/how-serious-is-europes-natural-gas-storage-shortfall\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>[5] TTF Natural Gas Netherland Benchmark<\/p>\n\n\n\n<p>[6] <a href=\"https:\/\/www.vaasaett.com\/european-retail-energy-prices-reach-record-levels\/\">https:\/\/www.vaasaett.com\/european-retail-energy-prices-reach-record-levels\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>[7] Paese per paese <a href=\"https:\/\/www.bruegel.org\/publications\/datasets\/national-policies-to-shield-consumers-from-rising-energy-prices\/\">https:\/\/www.bruegel.org\/publications\/datasets\/national-policies-to-shield-consumers-from-rising-energy-prices\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>[8] <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/databrowser\/view\/NRG_TI_GAS__custom_1895966\/default\/table?lang=en\">https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/databrowser\/view\/NRG_TI_GAS__custom_1895966\/default\/table?lang=en<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>[9] Risultati basati sulla VAR impulse response function della crescita del PIL Eurozona trimestrale alla variazione dell\u2019Energy PPI.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:25px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Silvia Merler<\/strong>&nbsp;\u2013 Head of ESG &amp; Policy Research<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Antonio Focella<\/strong>&nbsp;\u2013 Research Analyst<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ginevra Bargiacchi<\/strong>&nbsp;\u2013 ESG Analyst<\/p>\n\n\n\n<p><strong>William Holy Hasted<\/strong> &#8211; ESG Analyst <\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><em>This document is issued by Algebris Investments (Ireland) Limited. It is for private circulation only. The information contained in this document is strictly confidential and is only for the use of the person to whom it is sent. The information contained herein may not be reproduced, distributed or published by any recipient for any purpose without the prior written consent of Algebris Investments (Ireland) Limited.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Algebris Investments (Ireland) Limited is authorised and regulated by the Central Bank of Ireland. The information and opinions contained in this document are for background purposes only, do not purport to be full or complete and do not constitute investment advice. Algebris Investments (Ireland) Limited is not hereby arranging or agreeing to arrange any transaction in any investment whatsoever or otherwise undertaking any activity requiring authorisation under the Financial Services and Markets Act 2000. This document does not constitute or form part of any offer to issue or sell, or any solicitation of an offer to subscribe or purchase, any investment nor shall it or the fact of its distribution form the basis of, or be relied on in connection with, any contract therefore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>No reliance may be placed for any purpose on the information and opinions contained in this document or their accuracy or completeness. No representation, warranty or undertaking, express or implied, is given as to the accuracy or completeness of the information or opinions contained in this document by any of Algebris Investments (Ireland) Limited , its members, employees or affiliates and no liability is accepted by such persons for the accuracy or completeness of any such information or opinions.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>The distribution of this document may be restricted in certain jurisdictions. The above information is for general guidance only, and it is the responsibility of any person or persons in possession of this document to inform themselves of, and to observe, all applicable laws and regulations of any relevant jurisdiction. <\/em><em>This document is suitable for professional investors only.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00a9 2022 Algebris Investments (Ireland) Limited. All Rights Reserved.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Download Alla conferenza stampa di dicembre della BCE, Christine Lagarde ha condiviso una nota aggiuntiva riguardo le previsioni di inflazione della BCE &#8211; due terzi delle quali sono state attribuite all&#8217;aumento vertiginoso dei prezzi dell&#8217;energia. 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