Stati Uniti – La Fed sposta l’attenzione sul lavoro… e sulla liquidità
La scorsa settimana la Fed ha effettuato un taglio di 25 pb, ampiamente atteso, ma i mercati si sono concentrati sul tono chiaramente dovish del comunicato. Le attese sul tasso terminale si sono ridotte di qualche punto base, con una Fed apparsa più accomodante e che ha richiamato in modo esplicito segnali di debolezza nel mercato del lavoro. La sorpresa maggiore è arrivata però sul fronte del bilancio: la Fed ha annunciato acquisti di T-bill per 40 mld USD al mese, con l’obiettivo di ridurre le pressioni sulle riserve bancarie e sui mercati di funding, riavviando di fatto l’espansione del bilancio per la prima volta dopo anni. Con un bilancio già oltre i 6.000 mld USD, sia la tempistica sia l’entità della misura hanno colto i mercati di sorpresa. Le proiezioni macro hanno mostrato una revisione al rialzo della crescita per il 2026, mentre il tasso di disoccupazione è stato lasciato invariato. Il dot plot ha evidenziato un FOMC fortemente diviso sul 2026, con eventuali dissensi non esplicitati in questa riunione. La reazione dei mercati è stata positiva: azioni in rialzo, rendimenti in calo, dollaro più debole. Con un repricing solo moderatamente dovish sulle prossime tre riunioni, i dati sul mercato del lavoro diventano ora il principale driver per capire se questa svolta verrà confermata o, al contrario, riassorbita.
Banche centrali – ECB riprezzata, BoE in gioco, BoJ in rialzo
La scorsa settimana un intervento di tono hawkish di Isabel Schnabel ha innescato un riprezzamento restrittivo delle attese sulla BCE, spingendo i tassi leggermente più in alto. Questo giovedì la BCE dovrebbe restare in pausa; l’attenzione sarà concentrata sulle nuove proiezioni, in particolare sulla possibilità che l’undershoot dell’inflazione si accentui ulteriormente. Nel Regno Unito, la BoE è verosimilmente orientata a un taglio di 25 pb in una decisione molto bilanciata, dove una persistente inclinazione hawkish si confronta con un momentum di crescita in indebolimento, confermato dai dati di PIL della scorsa settimana. In Giappone, indiscrezioni hanno confermato che la BoJ alzerà i tassi di 25 pb, ma non sono attese indicazioni prospettiche sul ritmo di irrigidimento successivo.
Algebris Investments’ Global Credit Team
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