Market Views · Credito globale

Global Credit Bullets | Lunedì, 26 gennaio 2026

La scorsa settimana la Groenlandia è tornata in primo piano. Nel suo intervento al World Economic Forum di Davos, il Presidente Trump ha adottato toni particolarmente duri. Il quadro è però cambiato mercoledì, con l’annuncio di un’intesa con la NATO sulla cooperazione nell’Artico. In Giappone, il cosiddetto “Takaichi trade” continua a dominare, sostenuto dall’annuncio di elezioni anticipate l’8 febbraio e dal rafforzarsi delle aspettative di tagli alla consumption tax e di nuovo stimolo fiscale.
26 gennaio 2026
Groenlandia – Dallo scontro al coordinamento

La scorsa settimana la Groenlandia è tornata in primo piano. Nel suo intervento al World Economic Forum di Davos, il Presidente Trump ha adottato toni particolarmente duri. Il quadro è però cambiato mercoledì, con l’annuncio di un’intesa con la NATO sulla cooperazione nell’Artico: un segnale che, di fatto, ha archiviato l’ipotesi di dazi nei confronti dei Paesi europei ventilata in precedenza. In un contesto in cui la tenuta della coesione NATO è stata oggetto di crescenti interrogativi, la svolta rappresenta una de-escalation rilevante. Il ritorno a una logica cooperativa sull’Artico contribuisce a stabilizzare le relazioni transatlantiche, riduce i rischi di coda legati a eventuali ritorsioni commerciali e suggerisce un’impostazione statunitense più pragmatica verso l’Europa sui temi strategici e di sicurezza.

Giappone – Duration, politica fiscale ed elezioni

La scorsa settimana il mercato dei JGB è stato un catalizzatore importante del sell-off globale sulla duration. Dopo un’asta ventennale lievemente sottotono, il tratto lungo della curva ha visto un rialzo deciso dei rendimenti, con un sell-off marcato. Il cosiddetto “Takaichi trade” continua a dominare, sostenuto dall’annuncio di elezioni anticipate l’8 febbraio e dal rafforzarsi delle aspettative di tagli alla consumption tax e di nuovo stimolo fiscale. Con banche e assicurazioni giapponesi venditrici nette di duration, un cambio di passo nei flussi potrebbe generare un’inversione rapida e significativa.

Venerdì la Bank of Japan ha lasciato i tassi invariati, ma con una comunicazione leggermente più “hawkish”. Coerentemente, il forward swap 1y1y è salito di circa 4 pb, portandosi in area 1,5%. Sul mercato valutario lo yen si è inizialmente rafforzato in modo brusco, per poi indebolirsi nettamente nel corso della seduta, in un movimento che il mercato ha interpretato come compatibile con un possibile intervento sul cambio.

FED – Nessuna fretta di tagliare

Questa settimana la Federal Reserve dovrebbe mantenere i tassi invariati. Con le pressioni inflazionistiche al momento sotto controllo e consumi e crescita ancora resilienti, la Fed ha pochi incentivi a modificare l’orientamento di politica monetaria e può permettersi di attendere segnali più chiari.

Il mercato continua a prezzare con prudenza un primo taglio non prima di giugno. Nella seconda metà del semestre resta inoltre elevato il premio di incertezza legato all’avvicendamento del nuovo Fed Chair, che riflette dubbi sulla futura funzione di reazione e sul grado di convergenza all’interno del FOMC. In assenza di un indebolimento tangibile del mercato del lavoro, appare difficile immaginare un Comitato sufficientemente allineato per avviare tagli dei tassi nel breve termine.

Algebris Investments’ Global Credit Team

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