Le tensioni in Medio Oriente innescano una correzione dei mercati globali
Dopo un inizio d’anno relativamente solido, durante il quale Asia ed Europa avevano sovraperformato rispetto a un mercato USA sostanzialmente piatto, l’azionario globale è finito sotto pressione in seguito all’azione militare coordinata lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio. La risposta di Teheran, che ha colpito Israele e diversi Paesi del Golfo, ha incluso attacchi a infrastrutture energetiche e ha di fatto interrotto il traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, tagliando temporaneamente circa il 20% dell’offerta globale di petrolio e gas. Di conseguenza, il prezzo del greggio è salito oltre i 100 dollari al barile e i mercati hanno registrato una brusca correzione. Gli Stati Uniti, grazie a una relativa indipendenza energetica, hanno mostrato una migliore tenuta pur chiudendo in negativo. Asia ed Europa, al contrario, hanno accusato un impatto più marcato. Le economie asiatiche restano fortemente esposte ai flussi commerciali che transitano da Hormuz, mentre l’Europa continua a dipendere dalle forniture di gas dell’area. L’Asia ha così ceduto gran parte della sovraperformance accumulata da gennaio, pur restando in territorio positivo, mentre sia gli Stati Uniti sia l’Europa sono scivolati in negativo, con perdite nell’ordine di pochi punti percentuali.

Source: Algebris Investments, Bloomberg Finance L.P, data as of 20/03/2026. Performances in local currencies.
“RAMmageddon” scuote l’industria degli smartphone
L’industria degli smartphone sta attraversando una fase complessa, complice il continuo aumento dei prezzi dei chip di memoria. A trainare questa dinamica è la domanda legata all’AI. Spinti dalla domanda legata all’intelligenza artificiale, i principali produttori di chip di memoria, come SanDisk e Samsung, hanno destinato gran parte della loro capacità produttiva ai chip di memoria per l’AI, lasciando il tradizionale settore dell’elettronica di consumo con una disponibilità ridotta. Di conseguenza, i costi di approvvigionamento delle memorie per dispositivi mobili sono aumentati bruscamente, con i prezzi delle principali memorie DRAM e NAND in forte rialzo dalla metà del 2025. Ci si attende che ciò abbia impatti rilevanti sull’industria degli smartphone e dell’elettronica di consumo. Secondo IDC Research, il mercato degli smartphone potrebbe contrarsi di quasi il 13% nel 2026. I produttori si stanno adattando abbandonando i modelli entry-level meno redditizi e orientando i consumatori verso dispositivi premium. I principali brand stanno già preparando aumenti di prezzo diffusi, i più marcati degli ultimi quasi cinque anni, segnale che l’era dello smartphone low-cost potrebbe essere ormai al tramonto.

Source: Bloomberg Finance L.P, data as of 23/03/2026.
Il petrolio torna a pesare sui consumatori
Negli ultimi due anni il mercato aveva progressivamente relegato il petrolio al ruolo di commodity quasi dimenticata. A favorire questa lettura avevano contribuito un quadro di aspettative di prezzi più contenuti e l’impostazione fortemente pro-offerta del presidente Trump, riassunto nello slogan “drill, baby, drill”. Il conflitto ha però ricordato con forza che il petrolio resta la commodity più strategica al mondo. I prezzi della benzina negli Stati Uniti sono saliti a circa 3,96 dollari al gallone, in aumento di circa 1 dollaro rispetto ai livelli di fine febbraio, raggiungendo così il punto più alto dalla fine del 2023. Il movimento riflette il balzo del greggio dopo che il conflitto con l’Iran ha interrotto le forniture energetiche in transito nel Golfo. Poiché il petrolio incide per poco più della metà sul prezzo finale della benzina, l’aumento del greggio si trasferisce rapidamente ai distributori. Per i consumatori, questo si traduce di fatto in un onere aggiuntivo, comprimendo il reddito disponibile, penalizzando in misura maggiore le famiglie a basso reddito e rischiando di comprimere i consumi discrezionali, come ristorazione, abbigliamento e tempo libero.

Source: Bloomberg Finance L.P, data as of 23/03/2026.
Algebris Investments’ Global Equity Team
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