Fed – Torna la credibilità
La Fed di Warsh inizia a farsi sentire sui mercati, e la ragione è una sola: la credibilità. Riaffermando l’obiettivo di inflazione del 2% e mantenendo un’impostazione ortodossa della politica monetaria, il nuovo presidente della Fed ha rassicurato gli investitori sul fatto che la politica monetaria statunitense resterà ancorata, basata su regole e orientata alla stabilità dei prezzi. La reazione dei mercati è stata chiara. Il dollaro si è rafforzato, le curve si sono appiattite e i breakeven d’inflazione a 10 anni hanno corretto nettamente al ribasso. Parte del movimento riflette anche un quadro internazionale più favorevole: la distensione in Medio Oriente ha spinto i prezzi del petrolio su nuovi minimi dell’anno, in prossimità dei livelli più bassi del range post-pandemico. Ma il messaggio di fondo è che i mercati stanno ricostruendo la fiducia nella funzione di reazione della Fed. Dopo mesi in cui le interferenze politiche e la persistenza dell’inflazione avevano sollevato dubbi sulla credibilità istituzionale, la comunicazione iniziale di Warsh ha contribuito a ridefinire la narrazione.
America Latina – Svolta a destra
In America Latina sta prendendo forma un cambio di paradigma politico. L’elezione di Milei in Argentina nel 2023 ha dato il via a un’ondata di destra più ampia, che si è poi propagata in tutta la regione. Bukele ha consolidato in El Salvador un modello incentrato sulla sicurezza, Noboa ha rafforzato la svolta antipopulista in Ecuador e Rodrigo Paz ha cambiato rotta in Bolivia. In Perù, Keiko Fujimori – se confermata ufficialmente – e in Colombia Abelardo de la Espriella orienteranno i rispettivi Paesi verso una postura più favorevole ai mercati e allineata agli Stati Uniti. Il Venezuela resta un caso a parte, ma una transizione post-Maduro implicherebbe verosimilmente anch’essa una direzione più filoamericana e favorevole ai mercati. Il prossimo test cruciale sarà il Brasile, dove le elezioni si annunciano decisive alla luce del peggioramento dei conti pubblici del Paese. Il Messico resta più distante da questa traiettoria, con Sheinbaum ancora saldamente al comando, ma la direzione della regione è sempre più chiara: dopo anni di populismo, deterioramento fiscale e scarsa credibilità delle politiche economiche, gli elettori si stanno orientando verso governi che promettono sicurezza, disciplina fiscale, istituzioni più solide e un più stretto allineamento con gli Stati Uniti. Per i mercati, si tratta di una svolta potenzialmente epocale. Gli asset locali della regione incorporano ancora premi al rischio significativi, dopo anni di politica fiscale espansiva, fragilità sul fronte della sicurezza e incertezza istituzionale. Se i nuovi governi sapranno fare del consolidamento fiscale e della governabilità le priorità assolute, il margine per una compressione dei premi al rischio è consistente. In alcuni Paesi questo processo è già in atto.
Algebris Investments’ Global Credit Team
Per ulteriori informazioni su Algebris e i suoi prodotti o per farsi inserire nella lista di distribuzuione, si prega di contattare il dipartimento Investor Relations all’indirizzo algebrisIR@algebris.com. Gli articoli passati sono disponibilii sul sito Algebris Insights
Qualsiasi opinione espressa è quella di Algebris, non costituisce un’affermazione di fatto, è soggetta a modifica e non rappresenta consulenza in materia di investimenti.
Nessun affidamento può essere riposto, per alcun motivo, sulle informazioni e opinioni contenute nel presente documento né sulla loro accuratezza o completezza. Nessuna dichiarazione, garanzia o impegno, espresso o implicito, è fornito in merito all’accuratezza o completezza delle informazioni o opinioni contenute in questo documento da parte di Algebris Investments, dei suoi membri, dipendenti o affiliati, e nessuna responsabilità è assunta da tali soggetti riguardo all’accuratezza o completezza di tali informazioni o opinioni.
© Algebris Investments. Algebris Investments è il nome commerciale del Gruppo Algebris.
