The Algebris View

Credito finanziario: resilienza agli shock e opportunità negli AT1

Il 2026 è stato finora caratterizzato da molti eventi e da un contesto macro in rapida evoluzione, ma nel credito finanziario la parola chiave resta stabilità: i fondamentali del settore bancario rimangono molto solidi, grazie a capitale elevato, qualità dell’attivo e redditività ai massimi degli ultimi anni. Le vecchie emissioni AT1 restano più interessanti, con strutture migliori e reset spread più ampi rispetto alle nuove emissioni, offrendo un profilo rischio/rendimento più attraente.
30 giugno 2026

Stabilità e fondamentali solidi

Il 2026 è stato finora ricco di eventi, con assunzioni macroeconomiche in forte e rapida variazione per tutto il semestre. In generale, per le nostre strategie sul credito finanziario, la parola d’ordine resta stabilità: è la stessa view con cui siamo entrati nell’anno.

La posizione dei finanziari rimane molto solida, grazie a fondamentali che sono tra i migliori da quando gestiamo queste strategie, sia in termini di capitale sia di qualità dell’attivo bancario. Il settore ha attraversato una fase di ricostruzione e rafforzamento durata gli ultimi 15 anni.

A questo si aggiunge una redditività bancaria tra le più forti mai viste nel settore. Per questo, soprattutto nel credito finanziario, rimaniamo ottimisti e tranquilli in termini di rendimento per unità di rischio assunto.

Un’asset class resiliente agli shock esterni

Oggi le strategie sono soprattutto orientate al carry: ci aspettiamo una compressione limitata degli spread. Gli spread attuali sui nostri bond riflettono in larga parte la qualità del credito, mentre la capacità di assorbire shock non prevedibili resta elevata, grazie a capitale e redditività ai massimi, che rappresentano un importante buffer.

Nel secondo semestre avremo nuovamente eventi già noti, come le elezioni midterm americane, che potrebbero portare cambiamenti a livello micro e macroeconomico, incluso un possibile cambio di gestione alla Fed. Questi elementi mantengono un certo grado di incertezza per la seconda parte dell’anno.

Dal nostro punto di vista, però, difficilmente i fondamentali del settore in cui investiamo potranno cambiare in modo significativo. Guardando avanti, riteniamo quindi che il nostro posizionamento resti medio-lungo.

Perché preferiamo le vecchie emissioni di AT1

Continuiamo a prediligere i vecchi titoli AT1, perché hanno una struttura migliore rispetto a quella oggi offerta dal mercato, soprattutto per via di reset spread molto più alti rispetto alle nuove emissioni nel credito finanziario.

I bond precedenti della famiglia Additional Tier 1 presentano reset spread molto più ampi rispetto a quelli oggi disponibili sul mercato; circa doppi, o comunque sensibilmente superiori. Anche se oggi questa differenza non si traduce in rendimenti molto diversi, in caso di peggioramento dell’appetito
per il rischio e di allargamento degli spread nel mercato del credito, i vecchi bond avrebbero quasi certamente una volatilità meno marcata rispetto alle nuove emissioni.

Per questo continuiamo a preferire i titoli già presenti in portafoglio negli anni precedenti, che riteniamo strutturalmente superiori in termini di risk/reward. Rimaniamo ottimisti sul settore e continuiamo a ritenere il credito finanziario una delle aree più interessanti nel mondo del credito, grazie a un rapporto
rendimento/rischio quasi imbattibile.

Guarda l’analisi di Sebastiano Pirro (CIO & Financial Credit Portfolio Manager, Algebris Investments) all’interno di The Algebris View.

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