È difficile definire il primo semestre del 2026 se non volatile e complesso, tra la guerra in Iran che ha alimentato l’incertezza macroeconomica, e il dibattito sull’AI, all’origine di forti oscillazioni dei corsi azionari in tutto il mercato. Come sempre, questo contesto pone delle sfide, ma offre anche opportunità particolarmente interessanti in termini di rapporto rischio/rendimento per la gestione attiva.
Banche europee – Ancora tra i comparti con le valutazioni più contenute
Guardando innanzitutto all’Europa, ai minimi di marzo successivi allo scoppio della guerra le valutazioni delle banche si erano ridotte di circa il 15%. Da allora, però, hanno recuperato e il quadro fondamentale resta molto solido. Il recente rialzo dei tassi della BCE offre un ulteriore sostegno ai margini. Nonostante l’incertezza macroeconomica, la crescita dei volumi ha continuato ad accelerare gradualmente, mentre le dinamiche della qualità del credito restano molto favorevoli. Questo sostiene un ROE nell’ordine del 15% e rendimenti da distribuzione del 7–8%.
Le banche europee continuano quindi a distinguersi come uno dei comparti con le valutazioni più contenute del mercato, pur essendo tra i pochi settori, al di fuori di materie prime e tecnologia, ad aver beneficiato di significative revisioni al rialzo degli utili da inizio anno.
Finanziari – Ben posizionati per beneficiare dell’AI
Fatte salve alcune eccezioni, riteniamo in generale che i finanziari abbiano maggiori probabilità di beneficiare dell’AI che di subirne gli effetti negativi. Si tratta tipicamente di istituzioni con processi ad alta intensità di elaborazione dei dati, che possono trarre vantaggio dall’automazione. Al tempo stesso, fiducia e complessità restano fattori determinanti, creando barriere all’ingresso e vantaggi competitivi difensivi rispetto a forme più dirette di disintermediazione.
L’inizio dell’anno è stato segnato da movimenti estremi dei corsi azionari. Sul mercato crescevano i dubbi circa la sostenibilità di alcuni modelli di business tra borse, piattaforme e gestori patrimoniali, ma il fenomeno è stato particolarmente evidente nel segmento statunitense della tecnologia bancaria.
Queste società forniscono piattaforme core banking di nuova generazione a banche tradizionali che non dispongono della scala o delle competenze necessarie per svilupparle internamente. Tuttavia, essendo classificate nel comparto software, sono state coinvolte nei forti deflussi dai veicoli passivi, che hanno determinato correzioni superiori al 30%.
I fondamentali restano molto solidi. Queste società registrano una crescita dei ricavi a doppia cifra e, in questo settore, l’AI dovrebbe accrescere ulteriormente la domanda di competenze specialistiche.
Asia – Driver strutturali di crescita di lungo periodo
Alla fine dello scorso anno Ryan Foo è entrato a far parte del team di investimento. Lavora dal nostro ufficio di Singapore e la sua presenza diretta in Asia rafforza significativamente le nostre capacità nella regione.
Non riteniamo che il tema del wealth management sia destinato a esaurirsi, con alcuni nomi che continuano ad essere interessanti. Il governo giapponese punta ad ampliare la partecipazione ai mercati finanziari, mentre l’incidenza delle azioni sulle attività finanziarie delle famiglie resta relativamente contenuta. A nostro avviso, ciò crea driver strutturali di lungo periodo per broker, gestori patrimoniali e attività sui mercati dei capitali.
Nonostante il contesto complesso, riteniamo che l’universo globale dei finanziari continui a offrire interessanti opportunità bottom-up.
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