Market Views · Credito globale

Global Credit Bullets | Lunedì, 11 maggio 2026

Gli sviluppi della scorsa settimana in Medio Oriente hanno confermato la lettura ottimista dei mercati e dato ulteriore impulso al rally, dopo le indiscrezioni secondo cui Iran e Stati Uniti sarebbero sempre più vicini a un memorandum di una pagina volto a porre fine al conflitto. Venerdì scorso i non-farm payrolls sono risultati superiori alle attese, attestandosi a 115k e trainati dall’occupazione nel settore privato, segnalando che l’economia statunitense resta ancora lontana da una fase di rallentamento. Nel Regno Unito si sono tenute le attese elezioni locali, con un esito sostanzialmente in linea con le aspettative: un risultato molto negativo per il Labour.
11 maggio 2026
Iran – Apertura alla de-escalation

Gli sviluppi della scorsa settimana in Medio Oriente hanno confermato la lettura costruttiva dei mercati e dato ulteriore impulso al rally, dopo le indiscrezioni secondo cui Iran e Stati Uniti sarebbero vicini a un memorandum di una pagina volto a porre fine al conflitto. La Marina dei Guardiani della Rivoluzione iraniana ha annunciato che il transito attraverso lo Stretto di Hormuz resta possibile, sebbene il traffico sia rimasto contenuto e sostanzialmente in linea con le settimane precedenti. Al tempo stesso, nel corso della settimana sono stati lanciati missili dall’Iran verso gli Emirati Arabi Uniti e giovedì gli Stati Uniti avrebbero colpito siti riconducibili agli attacchi contro il traffico marittimo. Il messaggio è stato comunque sufficiente a sostenere i mercati, con il petrolio tornato sotto i 100 dollari al barile. Il quadro resta tutt’altro che chiaro. Le indicazioni divergenti su Hormuz suggeriscono che possano ancora esserci divisioni all’interno della leadership iraniana. Tuttavia, il contesto sembra ora evolvere con maggiore chiarezza verso una soluzione, soprattutto alla luce dell’incontro Trump-Xi in programma questa settimana.

USA – Goldilocks

Venerdì scorso i non-farm payrolls hanno registrato un dato solido, pari a 115k, trainato dall’occupazione nel settore privato, segnalando che l’economia statunitense non mostra ancora segnali significativi di rallentamento. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,3%, in linea con gli ultimi mesi, mentre la retribuzione oraria media è risultata inferiore alle attese. Questo mix sostiene la narrativa “Goldilocks” per l’economia USA: crescita resiliente, mercato del lavoro stabile e pressioni salariali contenute. Gli asset di rischio hanno continuato a beneficiare del rally, sostenuti anche da notizie più costruttive dal Medio Oriente, con l’S&P 500 che ha esteso la serie di rialzi settimanali e condizioni finanziarie ora più accomodanti rispetto al periodo precedente la guerra con l’Iran. L’assenza di pressioni inflazionistiche trainate dai salari fornirà probabilmente argomenti alla componente più accomodante della Fed, mentre la stabilità della disoccupazione offre ai membri più restrittivi un elemento di cautela. Per il momento, il mercato prezza una pausa prolungata da parte della Fed, con la curva dei Treasury 2s5s sostanzialmente piatta. Tuttavia, un eventuale ritorno delle pressioni sui prezzi potrebbe innescare un rialzo dei rendimenti, spaventare i mercati e costringere le altre banche centrali a riconsiderare i propri sentieri attesi dei tassi.

UK – Starm-End?

La scorsa settimana si sono tenute le attese elezioni locali nel Regno Unito, con un esito sostanzialmente in linea con le aspettative: un risultato molto negativo per il Labour. Sul fronte opposto, Reform UK di Farage è emerso come il chiaro vincitore, conquistando quasi 1.500 seggi nei consigli locali e rafforzando la propria posizione in vista delle prossime elezioni generali. Per i mercati, il punto centrale era capire se la sconfitta sarebbe stata abbastanza pesante da mettere in discussione la leadership laburista, aprendo potenzialmente la strada a una linea politica più spostata a sinistra. L’esito, pur negativo, era ampiamente atteso e non sembra sufficiente a provocare una contestazione della leadership, con Sir Keir Starmer che ha chiarito di non avere alcuna intenzione di “farsi da parte”.

Nel caso in cui si aprisse una corsa alla leadership e Starmer venisse sostituito da una figura laburista più orientata a sinistra, le preoccupazioni dei mercati si concentrerebbero probabilmente sulla disciplina fiscale. In particolare, gli investitori si chiederebbero se le regole fiscali continuerebbero a essere rispettate, con il rischio di un aumento del ricorso al debito e di un indebolimento della credibilità fiscale. Più in generale, la politica britannica sembra entrare in una nuova fase, caratterizzata da una frammentazione sempre più evidente e da una pressione crescente di Reform sia sul Labour sia sui Conservatori. La reazione dei mercati è stata contenuta. Venerdì Gilt e sterlina hanno recuperato parte del terreno perso, poiché un premio per il rischio significativo era già stato prezzato.

Algebris Investments’ Global Credit Team

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