Market Views · Credito globale

Global Credit Bullets | Lunedì, 14 settembre 2026

La scorsa settimana le azioni militari degli Houthi si sono estese allo stretto di Bab el-Mandeb, aumentando ulteriormente i rischi per il commercio globale e per le esportazioni di petrolio. I prezzi di petrolio e gas hanno così raggiunto nuovi massimi. Per il momento, tuttavia, i mercati non stanno prezzando ripercussioni significative sugli asset di rischio.
14 settembre 2026
Petrolio

Prezzi più alti, ma per ora senza effetti rilevanti

La scorsa settimana le azioni militari degli Houthi si sono estese allo stretto di Bab el-Mandeb, aumentando ulteriormente i rischi per il commercio globale e per le esportazioni di petrolio. I prezzi di petrolio e gas hanno così raggiunto nuovi massimi recenti, con il greggio sopra i 100 dollari al barile e il gas oltre gli 80 €/MWh.

Gli incendi lungo l’oleodotto East-West stanno inoltre mettendo sotto pressione le esportazioni saudite. L’Arabia Saudita ha anche annunciato che la produzione è scesa ai minimi degli ultimi 30 anni. Questa settimana è previsto un insolito incontro tra i Paesi del Golfo e l’Iran per discutere dei flussi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz. Gli sviluppi sembrano rafforzare la posizione dell’Iran nella regione, mentre il peso degli Stati Uniti appare in calo. Per il momento, tuttavia, i mercati non stanno prezzando ripercussioni significative sugli asset di rischio. A differenza di precedenti episodi di tensione geopolitica, l’aggiustamento si è concentrato soprattutto sul mercato dei tassi.

Treasury USA

Il mercato sfida “il banco”

«Ora il banco sono io» e «Potete scommettere contro di me, se volete», ha dichiarato la scorsa settimana il Segretario al Tesoro Scott Bessent. Il mercato sembra aver raccolto la sfida. L’annuncio del programma di buyback dei Treasury è stato infatti accompagnato da un rialzo dei rendimenti sulle scadenze più lunghe, segnalando una certa delusione da parte degli investitori. Sebbene il Tesoro avesse annunciato riacquisti per 6 miliardi di dollari, l’ammontare effettivamente eseguito si è fermato poco sopra i 5 miliardi.

Con il rialzo del petrolio e le pressioni inflazionistiche che continuano a gravare sul tratto breve della curva, anche i rendimenti a lungo termine faticano a trovare sostegno e hanno raggiunto nuovi massimi. Nel complesso, le misure adottate appaiono ancora limitate rispetto alla portata del problema fiscale. La scarsa propensione al consolidamento dei conti pubblici rende inoltre il quadro ancora più complesso.

Banche centrali

Rialzi già prezzati, ora serve la conferma

Questa settimana i mercati prezzano rialzi dei tassi di 25 pb da parte della Fed e della BoJ, mentre nel Regno Unito la Bank of England dovrebbe lasciare i tassi invariati, anche se il quadro resta più incerto.

Dopo il dato CPI di venerdì scorso, Warsh è ora sotto pressione e una mancata stretta rischierebbe di incrinare la credibilità della Fed, con effetti potenzialmente più ampi sui mercati. Saranno inoltre pubblicate le nuove proiezioni, che potrebbero offrire maggiore visibilità sulla traiettoria futura dei tassi. Se il mercato dovesse interpretare la mossa della Fed come l’avvio di un nuovo ciclo di rialzi, anziché come un semplice aggiustamento della politica monetaria, anche gli asset di rischio potrebbero risentirne.

In Giappone la dinamica è analoga, ma il principale indicatore da monitorare resta lo yen. Dopo il recente intervento sul mercato valutario, la BoJ deve ora dare seguito alle attese e potrebbe dover sorprendere con un tono più restrittivo per favorire un ulteriore rafforzamento della valuta.

Nel Regno Unito, la Bank of England dovrebbe invece mantenere i tassi invariati, poiché l’attività economica non ha mostrato un’accelerazione significativa. Il recente aumento dell’inflazione sarà tuttavia seguito con particolare attenzione.

Algebris Investments’ Global Credit Team

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