Iran – Né guerra né pace
La situazione in Iran resta estremamente incerta, ma nel breve termine lo scenario più probabile è il mantenimento di un equilibrio fragile, segnato da episodici scontri militari e successivi tentativi di evitare un’escalation più ampia. La ripresa delle ostilità e le dichiarazioni di Trump, secondo cui l’accordo con Teheran poteva considerarsi di fatto concluso, hanno inizialmente provocato un forte rialzo del prezzo del petrolio e una breve fase di avversione al rischio sui mercati. Le tensioni si sono poi attenuate dopo che Trump ha più volte ribadito che “l’Iran vuole un accordo”. Entrambe le parti sembrano ancora intenzionate a evitare un conflitto su vasta scala, ma l’assenza di un quadro negoziale chiaro continua a lasciare i mercati esposti a nuove fasi di volatilità legate all’evoluzione delle notizie.
Vertice NATO di Ankara – La geopolitica al centro
Il vertice NATO di Ankara ha riportato la geopolitica al centro dell’attenzione, con discussioni dedicate all’Ucraina, alla sicurezza europea, alla spesa per la difesa e al futuro ruolo degli Stati Uniti all’interno dell’Alleanza. Nelle settimane precedenti al vertice, Trump aveva assunto una posizione relativamente più favorevole nei confronti dell’Ucraina, prendendo in parte le distanze dallo scetticismo mostrato in precedenza sul sostegno militare e finanziario degli Stati Uniti. Il suo approccio è tuttavia rimasto mutevole e fortemente condizionato da considerazioni di natura negoziale. Erdogan ha sfruttato il vertice per ribadire il ruolo centrale della Turchia all’interno della NATO, presentandola come interlocutore strategico nei conflitti in Ucraina e Iran e come partner essenziale per la sicurezza sia dell’Europa sia degli Stati Uniti.
Inflazione USA – Il rischio di un rialzo a luglio non è ancora escluso
Questa settimana saranno pubblicati i dati sull’inflazione statunitense. Il mercato si attende un rallentamento dell’indice generale al 3,8% su base annua, dal precedente 4,2%, anche per effetto del parziale rientro dell’impatto esercitato di recente dall’aumento del prezzo del petrolio. Il dato sarà particolarmente rilevante in vista della riunione della Federal Reserve di luglio, per la quale i mercati stimano attualmente una probabilità di circa il 25% di un rialzo dei tassi. Sebbene l’ultimo rapporto sui non-farm payrolls abbia deluso le attese, diversi indicatori continuano a segnalare una buona tenuta dell’economia statunitense. In un contesto in cui la Fed ha fornito indicazioni limitate sulle prossime mosse, un dato sull’inflazione superiore alle attese, soprattutto nelle componenti core, potrebbe riportare con decisione al centro dello scenario l’ipotesi di un rialzo dei tassi già nella riunione di luglio.
Algebris Investments’ Global Credit Team
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