Il sell-off si estende al rischio
Anche la scorsa settimana i mercati dei tassi globali hanno mostrato un’elevata volatilità, in particolare sul mercato obbligazionario francese. Il movimento si è esteso agli asset di rischio quando lo spread Bund/OAT ha superato i 150 punti base, portando a un allargamento degli spread creditizi e a una pressione sull’azionario. È cambiata anche la narrativa sulla BCE, con gli investitori che si interrogano su quali strumenti l’istituto possa utilizzare per stabilizzare il mercato. Il consenso ritiene che misure di intervento diretto sul mercato obbligazionario, come il TPI, restino ancora lontane. Nel corso della settimana, i mercati hanno invece ridotto di 20 punti base le probabilità prezzate di un rialzo dei tassi da parte della BCE. I Bund tedeschi sono tornati a svolgere la propria funzione di bene rifugio, con la curva che ha mostrato un bull flattening verso venerdì, mentre gli investitori allungavano la duration dei portafogli.
Il sorpasso di Flavio, i mercati ballano la samba
Flávio Bolsonaro ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali, ottenendo un vantaggio del 2% su Lula e superando le aspettative dei sondaggi. La matematica sembra ora favorire nettamente Flavio in vista del ballottaggio, previsto per il 25 ottobre. Le intenzioni di voto suggeriscono che il consenso si stia consolidando attorno al figlio di Jair Bolsonaro, mentre un ritorno di Lula richiederebbe una combinazione di risultati che, al momento, appare improbabile. Anche i partiti di destra hanno ottenuto un risultato molto positivo, in particolare al Senato e a livello statale. Ciò conferma ulteriormente il più ampio spostamento a destra delle preferenze elettorali in America Latina, dove la sicurezza e la domanda di cambiamento politico restano le principali priorità degli elettori. Flávio Bolsonaro ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali, ottenendo un vantaggio del 2% su Lula e superando le aspettative dei sondaggi. La matematica sembra ora favorire nettamente Flavio in vista del ballottaggio, previsto per il 25 ottobre. Le intenzioni di voto suggeriscono che il consenso si stia consolidando attorno al figlio di Jair Bolsonaro, mentre un ritorno di Lula richiederebbe una combinazione di risultati che, al momento, appare improbabile. Anche i partiti di destra hanno ottenuto un risultato molto positivo, in particolare al Senato e a livello statale. Ciò conferma ulteriormente il più ampio spostamento a destra delle preferenze elettorali in America Latina, dove la sicurezza e la domanda di cambiamento politico restano le principali priorità degli elettori.
Il risultato è significativamente più favorevole ai mercati del previsto e probabilmente innescherà una rivalutazione positiva degli asset brasiliani. Se Flávio verrà eletto al secondo turno, l’attenzione si concentrerà sulla sua capacità di attuare un percorso di consolidamento fiscale, gestire le tensioni con la Corte Suprema e affrontare la questione della possibile concessione della grazia al padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro.
Nessun segnale di stabilizzazione
Il mercato obbligazionario francese ha avuto una settimana complicata. Lo spread degli OAT decennali rispetto ai Bund tedeschi si è allargato in alcuni momenti di oltre 50 punti base, toccando i 150 punti base su base intraday, in assenza di notizie specifiche a giustificare il movimento. Sul fronte politico è stato avviato l’iter di bilancio, nel quale è stato confermato l’obiettivo di deficit al 5% per il 2027, anche se è probabile che questo venga rivisto al rialzo verso il 5,2-5,4% nel corso della trattativa. Il Tesoro francese ha annunciato un obiettivo di emissioni pari a 340 miliardi di euro per il 2027 e, come da calendario, a metà settimana ha collocato 12 miliardi di euro in titoli di Stato, un’offerta aggiuntiva che si è inserita in un contesto di mercato già instabile. Al momento non emergono elementi in grado di risolvere la situazione nel breve termine, e il mercato resta quindi in attesa di indicazioni dalla BCE o dal quadro politico francese.
Nessuna urgenza per la Fed
Il report sull’occupazione di venerdì è risultato inferiore alle attese: l’economia statunitense ha creato 29.000 posti di lavoro, contro i 90.000 previsti dal consenso. L’occupazione nel settore privato è aumentata di 46.000 unità, mentre quella nel settore pubblico ha continuato a diminuire, con un calo di 17.000 unità. Il tasso di disoccupazione è salito al 4,2%, 0,1 punti percentuali sopra le attese ma comunque su livelli contenuti. Il mercato del lavoro non rappresenta al momento una fonte di pressione inflazionistica, e questo dato riduce la pressione sulla Fed a proseguire nel breve termine con i rialzi dei tassi. I commenti di Williams a inizio settimana avevano già indicato un atteggiamento attendista all’interno del comitato, e venerdì si è chiuso con una probabilità di un rialzo a ottobre prezzata dal mercato intorno al 25%.
Algebris Investments’ Global Credit Team
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